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Isnardi, 'non solo elettrico per nautica, avanti su mix'

"Non devono esserci esclusioni o finiremo come nell'automotive"

30 giugno, 20:13

(ANSA) - GENOVA, 30 GIU - "Per aumentare la sostenibilità della nautica non c'è una sola via, per fortuna. Altrimenti finiremo come nell'automotive, dove la via l'ha scelta la Commissione europea, solo elettrico, con i paradossi che ne derivano, dipendere da alcune nazioni e potenze come la Cina, dove avviene tutta la produzione di batterie".

Stefano Pagani Isnardi, direttore dell'ufficio studi di Confindustria Nautica spiega a margine del "Wordl yachting sustainability forum" organizzato da Confindustria Nautica e Ibi (International boat industry) che l'industria nautica si sta muovendo a 360 gradi per ridurre le emissioni. "Nel settore la transizione sta iniziando ora e ci sono nuove tecnologie di propulsioni alternative mutuabili da altri sistemi, a metanolo, a idrogeno, fuel cells, ammoniaca. Tante possibilità che le nostre aziende stanno analizzando, e non ci sarà un'unica soluzione - aggiunge Pagani Isnardi -. Ci saranno barche il cui futuro sarà full electric, altre full ibrido, altre che utilizzeranno carburanti alternativi, metanolo o idrogeno.

L'importante è che l'industria non si dia esclusioni, dobbiamo dare ai cantieri la possibilità di passare in rassegna tutte le opzioni e assicurare che non ci siano pastoie burocratiche".

Elettrico sì ma non per tutti anche secondo il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi: "Bisogna stare attenti: personalmente la barca totalmente elettrica la vedo nei laghi e nei fiumi, non in mare - dice e aggiunge - . Ho una preoccupazione: i nostri tecnici stanno lavorando con Ibi e Icomia (le associazioni internazionali, ndr) perché un domani a Bruxelles qualcuno non decida una norma che mischi nautica e settore mercantile, perché hanno specificità diverse". (ANSA).

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